PUBBLICA AFFISSIONE

Mi son sempre piaciute le storie.
Mi piace leggerle, ascoltarle e da qualche anno
mi piace raccontarle. Sono curioso, mi spingo a cercare, pormi domande, scovare personaggi
e inventarmi i protagonisti.

Pubblica Affissione è un esercizio visivo. Cerco il bello in qualcosa che dinorma non lo è. Il continuo stratificarsi e logorarsi dei manifesti pubblici crea qualcosa di nuovo. Il messaggio si mischia si sovrappone, si strappa, si arruginisce, si trasforma. Nasce qualcosa di nuovo, di unico e interessante. Si crea un codice visivo, ogni muro, quartiere, città ne ha uno, è ovunque. Si può fotografare un muro, stampare la fotografia e appenderla al centro di una grande parete bianca quasi fos- se un’opera.

È un esercizio. Un semplice, banale muro con affissi dei manifesti possiede una sua storia, sta a noi cercare di capirla e inter- pretarla. Ogni città possiede un proprio codice espressivo se pur astratto. In questo esercizio Milano non sarà poi così diversa da Barcellona o da New York.
Niente è rivelato, se non un nuovo linguaggio, forse casuale, privo di grazie ma unico e più umano che mai.